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D. 28/01/20032) arch. Maura Fontana - Rappresentante regionale; 3) avv. Junio Celesti - Rappresentante regionale; 4) dott.ssa Lucia Trigilia - Rappresentante provinciale; 5) sig. Salvatore Attardo - Rappresentante provinciale; 6) signora Lidia La Ferla - Funzionario della Soprintendenza dei beni cultura li e ambientali - Segretario; procede alla nomina del presidente. Tutti i componenti unanimamente concordano di attribuire la presidenza al soprintendente dott. Giuseppe Voza. Conclusasi la discussione del secondo punto all'ordine del giorno alle ore 13 la riunione si chiude ed il presidente saluta gli intervenuti. Letto, approvato e sottoscritto. Dott. Giuseppe Voza, presidente....(firmato) Arch. Maura Fontana, rappr. regionale....(firmato) Avv. Junio Celesti, rappr. regionale....(firmato) Dott.ssa Lucia Trigilia, rappr. prov.le....(firmato) Sig. Salvatore Attardo, rappr. prov.le....(firmato) C.V. Francesco Carpinteri, comandante Capitaneria di porto di Siracusa....(firmato) Avv. Mario Cavallaro, rappr. sindaco di Siracusa....( firmato) Sig.ra Lidia La Ferla, segretario....(firmato) Verbale della Commissione provinciale delle bellezze naturali e panoramiche di Siracusa redatto nella seduta del 26 febbraio 2002 L'anno duemiladue il giorno 26 del mese di febbraio, alle ore 15,30 si è riunita in prima convocazione nei locali della Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Siracusa, sita in piazza Duomo n. 14, la Commissione delle bellezze naturali di Siracusa nominata con D.A. n. 7521 dell'11 dicembre 2000 per il quadriennio 2000/2004, convocata dal dott. Giuseppe Voza secondo le modalità stabilite nella precedente riunione. Sono intervenuti alla riunione i seguenti componenti la Commissione: 1) dott. prof. Giuseppe Voza - Soprintendente per i beni culturali ed ambien tali pro-tempore della circoscrizione di Siracusa - Presidente; 2) arch. Maura Fontana - Rappresentante regionale; 3) avv. Junio Celesti - Rappresentante regionale; 4) sig. Salvatore Attardo - Rappresentante provinciale; 5) c.v. Francesco Carpinteri - Comandante capitaneria di Porto di Siracusa; 6) avv. Mario Cavallaro - Rappresentante sindaco di Siracusa; 7) signora Lidia La Ferla - Funzionario direttivo della Soprintendenza dei beni culturali e ambientali - Segretario. Assistono alla riunione, nella sua prima fase, i seguenti dirigenti tecnici in servizio presso la Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Siracusa: arch. Mariella Muti, direttore del servizio per i beni A.P.N.N.U.; dott.ssa Mariella Musumeci, direttore del servizio per i beni archeologici; l'arch. Calogero Rizzuto, responsabile dell'unità operativa VI, dott. Antonio Mamo, dirigente del servizio beni A.P.N.N.U.; l'arch. Salvatore Cancemi, dirigente del servizio beni A.P.N.N.U., per eventuali chiarimenti ed approfondimenti che dovessero essere chiesti dalla Commissione. Il soprintendente, accertata la presenza dei componenti della Commissione come sopra specificati, dichiara aperta la seduta invitando i partecipanti a fare, eventualmente, le loro osservazioni sulla proposta di vincolo della quale si dibatte. Apre la discussione il comandante Carpinteri che ribadisce le sue preoccupazioni in ordine alla proposta per la parte di territorio a mare su cui andrebbe ad incidere; egli ritiene, infatti, che, mentre il tratto di mare antistante alla costa, per la ricchezza naturalistica e la peculiarità dei fondali, è sicuramente da tutelare e da precludere ad ogni tipo di attività che possa modificarlo, invece il tratto di mare più al largo dalla costa non dovrebbe essere incluso nel perimetro del vincolo, per evitare che possano essere inibite tutte quelle attività che non influiscono sul paesaggio e che sono, invece, legate proprio al mare ed al suo utilizzo, come ad esempio la pesca. Quindi, è importante capire quale è la finalità che l'imposizione del vincolo vuole perseguire e quali sono stati i criteri adottai per la perimetrazione e, in particolare, se si è tenuto conto di una linea batimetrica o paesaggistica e se tali criteri sono analoghi a quelli utilizzati per altri vincoli riguardanti altri tratti di mare; infatti a priori non si può dire che la presenza del vincolo non è compatibile con le attività marinare, perchè in questi termini la proposta non è condivisibile. Interviene l'arch. Fontana la quale pur convenendo col comandante sulla possibilità di poter svolgere certe attività a mare, sostiene, però, che queste non possono essere portate all'eccesso se possono stravolgere l'ambiente avvistamento che caratterizzano la zona, al cui significato è anche legato il vincolo, e che il criterio di perimetrazione adottato è quello della intervisibilità fra tutti i punti del paesaggio ed i capisaldi che lo inquadrano, motivo per cui non si può tracciare una linea retta fra i predetti capisaldi, ma una linea che segue quella dello sguardo. Continua il dott. Mamo dando lettura della perimetrazione. Terminata la discussione la Commissione si aggiorna, per deliberare sulla proposta di vincolo e la sua perimetrazione, ad una prossima seduta della quale verrà data tempestiva comunicazione a tutti i componenti per le vie brevi. Alle ore 17 la seduta si scioglie ed il presidente congeda gli intervenuti. Letto, approvato e sottoscritto. Dott. Giuseppe Voza, presidente....(firmato) Arch. Maura Fontana, rappr. regionale....(firmato) Avv. Junio Celesti, rappr. regionale....(firmato) Sig. Salvatore Attardo, rappr. prov.le....(firmato) C.V. Francesco Carpinteri, comandante Capitaneria di porto di Siracusa....( firmato) Avv. Mario Cavallaro, rappr. sindaco di Siracusa....(firmato) Sig.ra Lidia La Ferla, segretario....(firmato) Verbale della Commissione provinciale delle bellezze naturali e panoramiche di Siracusa redatto nella seduta del 5 marzo 2002 L'anno duemiladue il giorno 5 del mese di marzo, alle ore 10 si è riunita in prima convocazione nei locali della Soprintendenza beni culturali e ambientali di Siracusa, sita in piazza Duomo n. 14, la Commissione bellezze naturali di Siracusa nominata con Decreto amministrativo n. 7521 dell'11 dicembre 2000 per il quadriennio 2000-2004, convocata dal dott. Giuseppe Voza secondo le modalità stabilite nella precedente riunione. Sono intervenuti alla riunione i seguenti componenti la Commissione: 1) dott. prof. Giuseppe Voza - Soprintendente per i Beni culturali ed ambientali pro-tempore della circoscrizione di Siracusa - Presidente; 2) arch. Maura Fontana - Rappresentante regionale; 3) avv. Junio Celesti - Rappresentante regionale; 4) dott.ssa Lucia Trigilia - Rappresentante provinciale; 5) sig. Salvatore Attardo - Rappresentante provinciale; 6) C.V. Francesco Carpinteri - Comandante capitaneria di porto di Siracusa; 7) Avv. Mario Cavallaro - Rappresentante sindaco di Siracusa; 8) sig.ra Lidia La Ferla - Funzionario direttivo della Soprintendenza beni cul turali e ambientali - Segretario. Relazioni tecniche -Premessa. Parlare di tutela paesaggistica della fascia costiera può apparire oggi, forse, un pò tardivo, in considerazione degli scempi perpetrati in passato in assenza di regole urbanistiche-edilizie, prima, e di efficaci controlli sul territorio, poi; in realtà le ragioni che impongono una razionalizzazione dell'uso della fascia costiera siracusana in generale e di questo tratto in particolare, derivano da un lato dalla necessità di salvaguardare questa porzione di territorio comunale, che naturalmente presenta vocazione turistico-ricettiva di tipo balneare e ricreativo, da possibili usi diversi della costa e del tratto di mare antistante (attività industriali di varia natura, impianti di acquacoltura e/o pesca intensiva, ecc.), che potrebbero entrare in conflitto con le predette vocazioni; dall'altro si presenta la necessità di fornire un prezioso contributo alla pianificazione urbanistica, attualmente in corso di definizione, che per troppo tempo ha stralciato proprio le aree costiere sede di agglomerati edilizi di tipo stagionale, più o meno abusivi, rimasti praticamente senza norme specifiche. -Caratteristiche dell'area: inquadramento geografico ed aspetti naturali. L'area in questione comprende lo specchio acqueo fra Capo Murro di Porco e Punta del Corvo e la fascia costiera fra la Tonnara di Terrauzza e l'area pianeggiante a sud dell'insenatura di Ognina; la predetta area costiera è attualmente sede dei seguenti agglomerati edilizi, di tipo prevalentemente stagionale: Terrauzza, Fanusa-Milocca, Arenella, Ognina; tali agglomerati interessano gran parte della fascia costiera predetta per una profondità di circa 250-400 metri verso l'entroterra (Terrauzza, Fanusa-Milocca) fino a 600-1500 metri (Ognina, Arenella) e fanno parte di quel grande sistema edilizio di case, quasi esclusivamente utilizzate per villeggiatura estiva, che interessano la zona sud della provincia di Siracusa. La zona interessata dalla presente proposta di vincolo fa parte di quell'area costiera iblea, posta a sud di Siracusa, elevata pochi metri sul livello del mare, che è compresa geograficamente fra Punta del Corvo e Capo Murro di Porco e contempera, fra gli elementi morfologici più di rilievo, Capo Ognina, l'insenatura-fiordo di Ognina, l'isoletta di Ognina, Punta Asparano, Punta Arenella, la spiaggia dell'Arenella, la spiaggetta della Fanusa, Punta Milocca e lo scoglio Milocca. Il tratto costiero in senso stretto, compreso fra la Tonnara di Terrauzza e Capo Murro di Porco è già stato interessato da un precedente provvedimento di vincolo (Penisola della Maddalena - D.A. 6 aprile 1998) e viene pertanto qui considerato il tratto di battigia corrispondente. La morfologia dei luoghi è tipica dei terrazzamenti marini pleistocenici, raramente sovraincisa da corsi d'acqua a carattere torrentizio (Vallone Mortellaro che sbocca nella spiaggia dell'Arenella) ed interessata da sistemi di faglia con andamento prevalente NW-SE ed E-W che mettono a contatto formazioni geologiche di età diversa). Ed è proprio la diversa consistenza delle diverse unità litologiche a determinare morfologie costiere e problematiche di erosione differenti; nella fattispecie la consistenza lapidea dei calcari della Formazione Monte Carrubba (Miocene Medio-Sup.), unitamente agli effetti di una tettonica a blocchi, resasi particolarmente attiva fra il Miocene superiore ed il Pleistocene, ha restituito oggi le splendide scogliere imbiancate e carsificate della fascia sud della penisola della Maddalena, otticamente intervisibili da quasi tutta la fascia costiera in trattazione, che si presentano massive e con scarse problematiche di statica gravitativa e di erodibilità; per contro, la successione argille-calcareniti pleistoceniche, che riguarda la costa che dalla zona della Tonnara di Terrauzza-Case Giaracà arriva fino al lido Arenella, determina fenomeni di arretramento costiero secondo un processo di scalzamento delle argille e di conseguente collasso delle superiori calcareniti che, così variamente frammentate, si ammassano alla base della modesta falesia costiera e vengono successivamente smantellate dall'azione delle onde. Questo tratto è quello che necessita di una maggiore attenzione nell'analisi delle dinamiche costiere e nelle eventuali scelte delle soluzioni a difesa dalle azioni del mare e di quant'altro possa in qualche modo interferire con il naturale regime di erosione costiera. Come accennato in precedenza, sono comprese nella perimetrazione in argomento, e vanno citate per le loro caratteristiche di tipicità dell'area costiera iblea, anche l'isoletta di Ognina, incontaminato piccolo lembo di terra queste zone come campo di gara per lo svolgimento di campionati di fotografia subacquea. Le stesse sono anche state oggetto inoltre di documentari e trasmissioni televisive specifiche (Linea Blu, documentari della BBC, ecc.) che ne hanno esaltato le peculiarità, mostrandole ad una larga fascia di utenza. Le caratteristiche paesaggistiche della spiaggia dell'Arenella e di quella di Fanusa-Milocca sono frutto del particolare contesto morfologico nel quale sono inserite: entrambe periferiche rispetto alla più grande baia compresa fra Punta Arenella e Punta Milocca, complessivamente piccole (più grande e profonda l'Arenella, più modesta e stretta la Fanusa-Milocca), circondate da scogliere basse e piatte consentono una notevole intervisibilità costiera dell'intera baia, presentano acque antistanti praticamente cristalline in tutte le stagioni dell'anno, nonostante la notevole pressione antropica particolarmente diffusa nel periodo estivo. Per concludere, a testimonianza della particolare ricchezza ittica di cui godevano questi luoghi, soprattutto in passato, è significativo citare un detto popolare ancora presente nella memoria dei più anziani: "...a Punta Sparanu i pisci si pigghianu ch'e manu...". Aspetti antropici. L'area oggetto della proposta di vincolo vanta millenni di storia giacchè era abitata dal neolitico. Il territorio interessato, nonostante le trasformazioni ecomomiche e sociali avvenute a partire dagli anni del secondo dopoguerra, conserva ancora in parte, quelle caratteristiche storico-paesaggistiche che risultano essere espressione originale del paesaggio ottocentesco. Le ultime masserie, qualche coltura pregiata e il sistema delle torri sono manifestazioni segniche di valori umani e territoriali impiantati su tradizioni secolari. |
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